Chianina Enogastronomia

La patria della razza Chianina

chianina toscana fiorentina

La razza chianina attualmente è frutto di una selezione iniziata nel secolo scorso di cui fu protagonista il Prof. Ezio Manchi, il personaggio più illustre del paese di Bettolle, considerato “il padre” della razza chianina.

Il suo lavoro di ricerca e miglioramento genetico della razza chianina proseguì più tardi a opera del Prof. Giuliani, direttore dell’Istituto Zootecnico dell’Università di Firenze. In seguito ai notevoli risultati ottenuti, il Ministro dell’Agricoltura decise di estendere il lavoro di selezione a tutte le altre aziende della Valdichiana (Fratta, Abbadia di Montepulciano, Santa Caterina…). 
La selezione della razza è proseguita fino ad oggi con metodi scientifici rigorosissimi, che hanno portato a quella armoniosa conformazione che la contraddistingue. Ed è proprio per questo nobile aspetto e per il candore del manto, oltre che per le notevoli dimensioni (del resto è il bovino più grande del mondo), che abbiamo deciso di chiamarlo “Il Gigante Bianco della Valdichiana”.

Oltre alla struttura fisica e al carattere mite, che ne hanno fatto in passato un compagno di lavoro inseparabile per i braccianti, utilizzandolo soprattutto come animale da traino, attraverso l’ultimo secolo la Chianina ha raggiunto la sua fama grazie alla bontà e alle caratteristiche uniche della sua carne: ottima in quanto a sapore, aroma, proprietà organolettiche e contenuto di sostanze nutritive.

Ed è per questi pregi e per la sua adattabilità che la Chianina è stata esportata in altri Paesi, con lo scopo primario di migliorare le razze locali, diventando successivamente risorsa importante della zootecnia di Paesi come il Brasile, L’Argentina, il Canada, l’Australia, ecc.