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La vita in un piccolo paese oltre i soliti luoghi comuni

Quando nasci in un piccolo paese, hai già una certezza nella vita: prima che tu emetta il primo gemito, tutti sanno già che sei al mondo.

Eh sì, perché la vita di paese è così: appena muovi un passo, tutti ne sono a conoscenza prima ancora che tu lo faccia.
E quale fra tutti i luoghi è la più colossale industria di fatti degli altri?
La fame che il paesano ha insita nel suo DNA di voler far pettegolezzo si sazia in quel luogo mistico, ai limiti del trascendentale: il bar.

Il bar dalle mie parti (ma potrei dire in Toscana e ancor più generalmente in tutta Italia) non è un luogo, ma uno stile di vita: si capisce chi sei in base al bar in cui esci. E questa è un’etichetta che rimarrà per sempre: anche se tu, giovane di paese, emigrerai in un altro luogo, nonostante tutto resterai sempre uno che usciva al bar X.

Ma diciamoci la verità: al bar il grande scoglio non sta nello sviluppare un’elevata percentuale di autoironia, necessaria alla sopravvivenza al suo interno. La grande sfida è riuscire ad acquisire le capacità per svolgere un’attività di vitale importanza: la briscola. Non c’è verso, se giochi male a briscola la tua reputazione sarà sempre bollata, un marchio a fuoco che ti contraddistinguerà come quello “che non conosce i segni e butta i carichi alla ‘io boia”.

Ovviamente, sto ironizzando (ma in fondo neanche troppo) sulla vita di paese. Vivere in una piccola frazione di paese, composta da poche centinaia di case e una sola via principale che la attraversa da cima a fondo, ha il suo fascino (parola di chi ci vive da sempre).

Al di là dei luoghi comuni che da sempre contrappongono il piccolo paese alla grande metropoli, come nella favola del topino di campagna e quello di città, c’è qualcosa di più che rende speciale vivere in questi angoli di terra.

In un mondo che va sempre più nella direzione dell’inaridimento dei rapporti, qui, nei piccoli paesi della Valdichiana Senese, dove tutti si conoscono, riesci a sentirti meno “numero” e più “persona”. Puoi uscire solo per andare a prendere un caffè al bar, sapendo che sicuramente troverai qualcuno che conosci con cui scambiare due chiacchiere (a partire dal barista stesso).

I giorni si susseguono seguendo il ritmo delle stagioni, ovvero d’estate si resta fuori sfruttando fino all’ultimo raggio di sole, e d’inverno già alle 10 di sera non si vede più nessuno in giro, e non perché la gente ha paura ad uscire, cosa comune in altre parti del mondo. È che in paese la sera non ci sono concerti-evento o discoteche che organizzano serate tutti i giorni della settimana, e quindi anche i giovani, la sera dopo cena, rimangono a casa, in famiglia, guardano un bel film o leggono un buon libro, aspettando il fine settimana, quando tutti escono e si ritrovano, senza un appuntamento preciso, sempre lì, allo stesso bar.

Anche se non possiamo considerarci immuni dalle vicende che terrorizzano il resto del mondo, ci sentiamo più protetti che mai dalle quattro mura dei nostri paesini. Perché, in fondo, il fatto di vivere un po’ sperduti ci rassicura e ci fa vivere più sereni.